Arredamento

Desiderosi di aprire un confronto-dibattito e approfondimento
sull’arte dell’arredamento, è interessante introdurre questa materia, come intesa
da alcuni studiosi negli anni ‘60

Assunto il termine di Arredamento essenzialmente riferito all'architettura interna, dobbiamo subito precisare che per Arredamento deve intendersi l’atto creativo d’ambiente nel suo complesso.

Questo compito predispositivo generale, si estende a tutti indistintamente gli elementi di arredo, ancora vincolati all'architettura interna (arredo fisso) ed a quelli che nei confronti di questa possono considerarsi parzialmente o completamente
liberi (arredo mobile, elementi aggiunti di decoro).

Notiamo subito che i fattori d'ambiente che hanno la particolarità di far intima parte del processo di arredamento e che contemporaneamente risultano indipendenti dalla architettura sono tanto importanti e numerosi da costituire tutto un settore degno di particolare esame.

ln questa distinzione saremo giustificati dalla constatazione che l'indipendenza di questi fattori può giungere a tramutarsi in vero e proprio contrasto. Ciò potrebbe originare equivoci concettuali che riteniamo necessario vengano chiariti.
Appunto a questo ultimo proposito, e sempre al fine di definire l'esatta natura del rapporto fra architettura ed arredamento, ci richiameremo ad alcune considerazioni di carattere anche storico.

Uno dei fenomeni più caratteristici fra quelli che hanno accompagnato, dal suo nascere,il Movimento Moderno è costituito dalla continua aspirazione, regolarmente affiancata da ostinati tentativi pratici, a mantener strettamente collegati e rispondenti fra loro l'architettura e le cosiddette arti decorative.

Gli avanguardisti dell'arte d'ogni paese, e risaliamo al 1935, al 1920, al 1914 e al 1900, avevano posto, tutti indistintamente, fra le loro premesse fondamentali, il raggiungimento di quella “ perfetta rispondenza fra le varie arti” che ognuno ha sempre avuto ottime ragioni di considerare obiettivo essenziale.

Orbene, in tutto il corso dell'inconcluso conflitto, che non esiteremmo a definire aspro, fra classicismo e romanticismo, questa rispondenza fra le varie arti, e quindi fra architettura e arredamento, non si verificò mai perfettamente se non in casi di punta che non costituirono regola.
Ciò a cominciare dallo stile floreale che accentuò ancora il distacco fra architettura ed arti decorative, appunto con l’assurda pratica di confonderle, sommergendo di ornamentalismi superficiali strutture già tecnicamente evolute, per finire alla rispondenza forzata provocata in sede scolastica dalla benemerita Bauhaus tedesca.

Questa, per l'arte applicata, si risolse tuttavia in una dimostrazione di incompatibilità fra le teorie polemiche dell’avanguardismo da una parte ed il costume spirituale dell'uomo comune dall'altra.
Proprio l`uomo comune aveva già assunto quella funzione determinante nella valutazione dei movimenti spirituali che in epoche precedenti era stata prerogativa delle aristocrazie intellettuali.

Per questo i geniali esperimenti iniziali di Gropius, di Breuer e di Van der Rohe, fondatori e fecondatori della Bauhaus, riuscirono soltanto a far sl che l'arte decorativa somigliasse all'architettura senza ottenere che ad essa si sposasse spontaneamente, E che questa somiglianza non avesse nulla in comune con la “precisa rispondenza” dei teorici, veniva dimostrato non molto tempo dopo le prime categoriche enunciazioni quando, per spontaneo processo, architettura ed arte decorativa riprendevano gradualmente ognuna la sua strada.
La prima effettivamente evolvendo verso ed oltre il cosiddetto razionalismo, la seconda involvendo in manifestazioni spesso nettamente contrastanti col sentimento progressistico.

Farà seguito un approfondimento dei temi introdotti fino a giungere all’attuale evoluto pensiero sulla simbiosi e/o raggiunta rispondenza fra le varie arti.