Architettura

"Architettura" deriva da architetto, di origine greca: ἀρχιτέκτων (pronuncia architéktōn), parola composta dai termini ἀρχη (árche) e τέκτων (técton) che significa "architetto", "ingegnere" o "primo artefice".

Il termine derivato nelle lingue occidentali dal latino è architectus.

Il primo termine, ἀρχη " introdotto da Anassimandro, ἀρχη trova nella Metafisica di Aristotele (V, 1, 1012b-1013a) la sua prima completa definizione, conservatasi fino alla modernità. Il secondo termine, τέκτων (técton), richiama diversi significati, tra i quali "inventare", "creare", "plasmare", "costruire": il fare tecnico ma anche l'arte, il fare manuale ma anche l'artigianato. L'unione dei due termini in ἀρχιτέκτων la troviamo per la prima volta da Erodoto, Storie, (III, 60, 4) e vuole indicare chi provveda a dar norma razionale ad una costruzione.

Vitruvio, definisce l'architettura come attività che "nascitur ex fabrica et ratiocinatione", cioè dalla capacità fabbricativa congiunta alla consapevolezza teorica.
Ancora Vitruvio, 30 a.C. “L'architettura è una scienza, che è adornata di molte cognizioni, e colla quale si regolano tutti i lavori, che si fanno in ogni arte”.

Leon Battista Alberti, 1450, così definisce l’architetto: “Architettore chiamerò io colui, il quale saprà con certa, e maravigliosa ragione, e regola, sì con la mente, e con lo animo divisare; sì con la opera recare a fine tutte quelle cose, le quali mediante movimenti dei pesi, congiungimenti, e ammassamenti di corpi, si possono con gran dignità accomodare benissimo all'uso de gli homini”. (da Wikipidia)

Nelle diverse età più rappresentative dell’Architettura troviamo la scala umana dei greci, lo spazio statico di Roma antica, lo spazio cristiano, l’accelerazione e direzionalità dello spazio bizantino, la metrica romanica, i contrasti dimensionali e la continuità spaziale del gotico, le misure dello spazio quattrocentesco, la volumetria e plastica cinquecentesca, l’interpretazione dello spazio barocco, lo spazio urbanistico ottocentesco e quello organico dell’età moderna.

Sempre comunque e dovunque lo SPAZIO PROTAGONISTA dell’ARCHITETTURA sia esso interno che esterno.

In questa magnifica Arte si dovrà tener sempre conto delle interpretazioni:
siano esse spaziali, formalistiche, fisio-psicologiche, tecniche, materialistiche, economico –sociali, scientifiche, filosofico-religiose, politiche.
In riferimento ad esse è condivisibile l'interessante stralcio di analisi del non dimenticato critico G.G. Argan: “Non si progetta mai per ma sempre contro qualcuno o qualcosa: contro la speculazione immobiliare e le leggi o le autorità che la proteggono, contro lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo, contro la meccanizzazione dell’esistenza, contro l’inerzia dell’abitudine e del costume, contro i tabù e la superstizione, contro l’aggressione dei violenti, contro l’avversità delle forze naturali; soprattutto si progetta contro la rassegnazione all’imprevedibile, al caso, al disordine, alla percossa cieca degli eventi, al destino. Si progetta contro la pressione di un passato immodificabile, affinché la sua forza sia spinta e non peso, senso di responsabilità e non complesso di colpa, non si progetta per ciò che sarà dopo la rivoluzione, ma per la rivoluzione, dunque contro ogni tipo e modo della conservazione”.